La Ginori sta a cuore anche a noi.

Il Sindaco Gianni Gianassi ha generato una grande polemica  pubblica, apparsa anche su organi di stampa  ed  inveito contro le forze dell’opposizione, in particolare le liste civiche, accusandole di insensibilità e menefreghismo, per il fatto di avergli  negato di stravolgere il regolare svolgimento del Consiglio Comunale.
Nessuno ha impedito al Sindaco di fare la sua comunicazione, è prevista dal Regolamento, quello che la Conferenza dei Capigruppo non ha accettato è che a ruota della sua comunicazione si dovesse svolgere il dibattito sulla Ginori.
Non per “insensibilità o menefreghismo” ma solo perché, essendo già partita la richiesta di Commissione Lavoro sui temi della Ginori, (la cui presidenza è del PD), e ancor più significativa, la richiesta di un Consiglio Comunale tematico sulla “nostra Fabbrica” e aperto a tutti coloro che potevano portare informazioni e soluzioni ,proprietà, istituzioni, rappresentanze dei lavoratori ecc .quelle erano le sedi idonee per il dibattito tra le forze rappresentative della città.
Pertanto non accettando le stravaganti accuse che ci vengono rivolte, abbiamo diramato il seguente comunicato congiunto, Democratici per Sesto e Un’altra Sesto è possibile:

Per saperne di piu vai a:

Diretta del Consiglio comunale Sesto Fiorentino 17 gennaio 2012.

La Ginori ci sta a cuore.(Querceto, 25 gennaio 2012)

C.S. Il Governo Monti fa marcia indietro: la ripubblicizzazione dell’acqua è possibile

COMUNICATO STAMPA
Il Governo Monti fa marcia indietro: la ripubblicizzazione dell’acqua è possibile

La mobilitazione paga: il popolo dell’acqua ha costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali.
È una vittoria dei cittadini e dei comitati che in tutto il paese hanno fatto sentire forte la loro voce in difesa del voto referendario.
Rimane ampiamente negativo il giudizio del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sul decreto liberalizzazioni che, a dispregio voto del giugno scorso, peggiora le già pessime misure del precedente Governo sulla privatizzazione degli altri servizi pubblici locali.
La mobilitazione del popolo dell’acqua continua per la piena attuazione del risultato referendario: avanti tutta con la ripubblicizzazione del servizio idrico e la campagna di obbedienza civile per una tariffa corretta e coerente coi referendum. Si scrive acqua, si legge democrazia.
Roma, 20 gennaio 2012
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Anche in Toscana la mobilitazione è servita
GRAZIE A TUTTI
Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua
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Lutto in Provincia e nella comunità sestese: è morta Maira Neri, moglie del Presidente Andrea Barducci

SESTO FIORENTINO – E’ deceduta, all’età di 57 anni Maira Neri, moglie del Presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci. Da tempo era malata per una grave forma di leucemia. Si è spenta questo pomeriggio nella sua abitazione di Sesto Fiorentino. Oltre al marito lascia le figlie Giulia e Lavinia. I funerali si terranno oggi, venerdì 20 gennaio, alle ore 16, al cimitero di via Gramsci a Sesto Fiorentino. Niente fiori ma donazioni: la famiglia ha espressamente invitato a sottoscrivere donazioni in favore di Airc (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) ed Att (Associazione Tumori Toscana).

La lista di cittadini Un’altra Sesto è possibile esprime al Presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci e alla sua famiglia, , la propria commossa partecipazione, in questo momento di dolore, al grave lutto per la prematura scomparsa di Maira Neri

Salviamo il referendum dell’acqua.

TRADIMENTO MONTI

Era il 13 giugno , esattamente 7 mesi fa ,quando 26 milioni di italiani/e sancivano l’acqua bene comune :”Ubriachi eravamo di gioia… le spalle cariche dei propri covoni!(Salmo,126)
E oggi,13 gennaio ritorniamo a “seminare nel pianto..” (Salmo,126) perché il governo Monti vuole privatizzare la Madre.
Sapevamo che il governo Monti era un governo di banche e banchieri, ma mai ,mai ci saremmo aspettati che un governo ,cosidetto tecnico, osasse di nuovo mettere le mani sull’acqua ,la Madre di tutta la vita sul pianeta.
E’ quanto emerge oramai con chiarezza dalla fase 2  dell’attuale  governo, che impone le liberalizzazioni in tutti i settori.Infatti le dichiarazioni di ministri e sottosegretari, in questi ultimi giorni, sembrano indicare che quella è la strada anche per l’acqua.
Iniziando con le affermazioni di A.Catricalà, sottosegretario alla Presidenza, che ha detto che l’acqua è uno dei settori da aprire al mercato.E C.Passera, ministro all’economia,ha affermato :”Il referendum ha fatto saltare il meccanismo che rende obbligatoria la cessione ai privati del servizio di gestione dell’acqua, ma non ha mai impedito in sé la liberalizzazione del settore.” E ancora più spudoratamente il sottosegretario all’economia G.Polillo ha rincarato la dose: “Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio. Sia chiaro che l’acqua è e rimane un bene pubblico.E’ il servizio di distribuzione che va liberalizzato.”E non meno clamorosa è l’affermazione del ministro dell’ambiente C.Clini:”Il costo dell’acqua oggi in Italia non corrisponde al servizio reso…..La gestione dell’acqua come risorsa pubblica deve corrispondere alla valorizzazione del contenuto economico della gestione.”
Forse tutte queste dichiarazioni preannunciavano il decreto del governo (che sarà votato il 19 gennaio) che all’art.20 afferma che il servizio idrico- considerato servizio di interesse economico generale- potrebbe essere gestito solo tramite gara o da società per azioni, eliminando così la gestione pubblica del servizio idrico. Per dirla ancora più semplicemente, si vuole eliminare l’esperienza che ha iniziato il Comune di Napoli che ha trasformato la società per azioni a totale capitale pubblico(ARIN ) in ABC (Acqua Bene Comune-Ente di diritto pubblico).
E’ il tradimento totale del referendum che prevedeva la gestione pubblica dell’acqua senza scopo di lucro .E’ il tradimento del governo dei professori.E’ il tradimento della democrazia.
Per i potentati economico-finanziari italiani l’acqua è un boccone troppo ghiotto da farselo sfuggire.Per le grandi multinazionali europee dell’acqua(Veolia,Suez,Coca-Cola…) che da Bruxelles spingono il governo Monti verso la privatizzazione, temono e tremano per la nostra vittoria referendaria,soprattutto il contagio in Europa.
“Un potere immorale e mafioso –ha giustamente scritto Roberto Lessio, nel suo libro All’ombra dell’acqua- si sta impossessando dell’acqua del pianeta.E’ in corso l’ultima guerra per il possesso finale dell’ultima merce:l’acqua.Per i tanti processi di privatizzazione dei servizi pubblici in corso, quello dell’accesso all’acqua è il più criminale.Perchè è il più disonesto, il più sporco, il più pericoloso per l’esistenza umana.”
Per questo dobbiamo reagire tutti con forza a tutti i livelli, mobilitandoci per difendere l’esito referendario, ben sapendo che è in gioco anche la nostra democrazia.
Chiediamo al più presto una mobilitazione nazionale, da tenersi a Roma perché questo governo ascolti la voce di quei milioni di italiani/e che hanno votato perché l’acqua resti pubblica .
Chiediamo altresì che il governo Monti riceva il Forum italiano dei movimenti per l’acqua,ciò che ci è stato negato finora.
Rilanciamo con forza la campagna di “obbedienza al referendum” per trasformare le Spa in Ente di diritto pubblico(disobbedendo così al governo Monti).
Sollecitiamo i Comuni a manifestare la propria disobbedienza alla privatizzazione dell’acqua con striscioni e bandiere dell’acqua.
E infine ai 26 milioni di cittadini/e di manifestare il proprio dissenso esponendo  dal proprio balcone ,uno striscione con la scritta :”Giù le mani dall’acqua”!
In piedi , popolo dell’acqua!
Ce l’abbiamo fatta con il referendum, ce la faremo anche adesso !
E di nuovo la nostra bocca esploderà di gioia (Salmo,126)

Alex Zanotelli

Napoli, 13 gennaio 2012

Scarica il documento in formato pdf

Incredibile!!! Si chiedono ancora se l’inceneritore inquinerà.

Egregio Dr. Livio Giannotti……lettera all’amministratore delegato di Quadrifoglio S.p.A

Sesto Fiorentino, giovedì 22 dicembre 2011

 

Egregio Dr. Livio Giannotti,

 

in riferimento all’articolo comparso il 22/12/11 su Dossier Toscana, allegato al quotidiano “il Giornale”, dove Lei fa il punto sull’ottimizzazione della raccolta dei rifiuti nella città di Firenze, ci permettiamo di rivolgerle alcune osservazioni che pensiamo risulteranno interessanti anche ai lettori dei giornali.
Guardi che non è davvero un gran merito raggiungere “solo” il 46,85 di raccolta differenziata in una città come Firenze, anzi …  e i se il “porta a porta” è utilizzato in cumuni “piccolissimi” come San Francisco o Los Angeles che superano il 70 % , ma anche a Milano, Torino o nel centro storico a  Venezia, a Murano, a Burano,  non accampi scuse sugli alti costi e sulla impossibilità a Firenze!
Se a Firenze è impossibile, può essere addebitato a Lei e alla politica che non lo permette.
Saprà bene che il costo maggiore dipende dal trasporto e dallo smaltimento della esorbitante quantità di indifferenziato (il 53,15% di 454.500 tonn cioè 240.000t) va da sé che più raccolta differenziata vuol dire meno costi!
Non parli quindi, proprio lei di green economy e di recupero di “materie prime–seconde” quando l’Azienda che Lei dirige, pur ricca di professionalità nei suoi dipendenti, appare muoversi esattamente al contrario di come la presenta.
E per favore, non sprechi risorse economiche dei cittadini e delle imprese che pagano la TIA, con idee astruse e costose come i cassonetti a scomparsa, interrati e funzionanti ad ascensore, non ci pare che oggi sia più il tempo di buttare via denaro pubblico.
Quanto poi ai 135 milioni di euro per “il termovalorizzatore” cioè l’inceneritore che produrrà comunque inquinamento (che si aggiungerà a quello già presente e che finirà inesorabilmente nelle catene alimentari e, quindi, nel nostro organismo), è mai possibile che Lei non veda come lo spreco di denaro dei cittadini e delle imprese che dovranno pagarselo, diventi esponenziale?
Perché Lei e la politica, che sostiene il Suo operato, non volete in nessun modo prendere in considerazione le altre possibili soluzioni, come gli impianti a freddo per il trattamento dell’indifferenziato che invece di produrre sostanze inquinanti immesse in atmosfera e ceneri tossico nocive da stoccare in apposite discariche, differenziano  il residuo?
Non capiamo la Vostra ostinazione.
Sembrate gli uomini del NO ad ogni costo: NO a serie politiche di riduzione (la “gerarchia europea in materia di rifiuti” prevede che vengano fatte serie politiche di riduzione della produzione di rifiuti, riuso e riciclo, prima di arrivare al recupero energetico, che potrebbe anche essere fatto con forme diverse dall’incenerimento), No al porta a porta generalizzato a Firenze (che è la ghiotta scusa per giustificare la costruzione di un inceneritore a Sesto Fiorentino), No agli impianti a freddo (il Trattamento Meccanico Biologico) molto meno costosi (-60% )  e inquietanti  e decisamente non pericolosi per la popolazione che ci deve convivere.
Una cosa sappiamo per certa:  famiglie ed imprese, che devono pagare tutto ciò, non possono più tollerare un sistema così inefficiente ed inefficace.

 

Cordialmente,

 

Un’altra Sesto è possibile

Ecco il testo dell’art. 179 del DLgs 3 aprile 2006 n. 152, di recepimento delle direttive comunitarie in materia di rifiuti (in particolare, la 2008/98/CE), dove è riportata la gerarchia per la gestione dei rifiuti.
A proposito leggete cosa scrive un parroco dell’interland romano:

Consiglio comunale del 13/12/2011: comunicazione del gruppo “Un’altra Sesto è possibile”.

Cadute di stile,  arroganza  e  non conoscenza delle cose

Una  nota sulla scorsa seduta del Consiglio Comunale, in relazione ad atteggiamenti e cadute di stile che hanno caratterizzato il dibattito sul regolamento dei rifiuti urbani.
 
 Rileviamo con una certa preoccupazione come in quel caso le repliche ad opinioni che provengono dalle minoranze sono state condotte da autorevoli esponenti della maggioranza, quali un presidente di Commissione, con un linguaggio da bar condito di pressappochismo e luoghi comuni privi di spessore.
 Riteniamo che quando si ricoprono incarichi di rilievo nell’amministrazione cittadina, e si esplicano importanti funzioni di raccordo con il consiglio comunale, sia doveroso, cercare di entrare in merito alle cose oggetto di discussione, anziché operare per fare una sguaiata difesa d’ufficio delle proprie convinzioni, dando l’idea di non sapere nemmeno di che stiamo parlando, altrimenti, niente vieta di delegare ad altri l’incarico che si ricopre.
 Per quanto ci riguarda, difficilmente ci vedrete rispondere con un linguaggio da bar a proposte od opinioni che non condividiamo.
Più probabilmente ci vedrete cercare di capire almeno il punto di vista di chi le difende.
Ognuno, se vuole, può andare a rileggersi nei verbali e nelle trascrizioni della seduta, le cose che sono state dette.
 Ma  lo scivolone di un presidente di commissione, cari amici del Partito Democratico, è l’evidenza e l’estremizzazione di un atteggiamento di fondo più strutturato: è chiaro che su certi temi, ed i rifiuti sono uno di questi, sembra che l’ordine di scuderia sia il contenimento di qualsiasi dibattito, altrimenti perché reazioni così smodate?
Forse che del tema dei rifiuti, che non se ne è parlato prima, e lo sappiamo tutti, oggi non se ne deve parlare più se non per dire come siamo bravi e come tutto va bene?
Non sarà mica che qualcuno teme che nei consiglieri del PD, possano farsi strada, strane idee su possibili prospettive meno anguste rispetto a quelle decise a tavolino 20 anni fa?
Idee e prospettive del resto, molto apprezzate da dirigenti e consiglieri del vostro stesso partito, in contesti simili al nostro.
 Vogliamo sottolineare solo un punto nella  replica piuttosto sgangherata del presidente della commissione ambiente, all’intervento che motivava la contrarietà delle liste civiche al nuovo regolamento per i rifiuti urbani, (tra l’altro nemmeno pertinente all’oggetto in questione); quello in cui ha tirato in ballo, facendone una “caricatura”, la Strategia Rifiuti Zero.
 Troppo comodo, presidente, farne una caricatura paragonandola ad un assurdo: “è come dire rendimento uno…”, ha pontificato, presupponendo che chi parla di Rifiuti Zero tiri fuori la bacchetta magica e oplà i rifiuti sono spariti.
 Quando di parla di Rifiuti Zero, caro Presidente e cari Consiglieri si intende una “Strategia” per Rifiuti Zero che ha come obbiettivo finale la condizione in cui tutti i rifiuti che vengono prodotti in un determinato territorio vengano avviati “tutti” a recupero e riuso!
Per fare questo la Strategia, come un normale piano industriale o operativo, si dota , per l’attuazione, di una sequenza di passi successivi.
E molto concreti !
Non entriamo nel tecnico ma  invitiamo chi ne ha voglia a documentarsi presso i siti della Rete Nazionale Rifiuti Zero, o della Rete dei Comuni Virtuosi o dei Comuni aderenti a Rifiuti Zero, per ultimo proprio la Napoli di De Magistris e Sodano.
 Ci preme sottolineare però un dato politico:
 come tanti esponenti del Partito Democratico in Italia si stanno accorgendo,  la gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma “organizzativo”, dove il valore aggiunto non e’ la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.
 
 Questa è partecipazione, perché si fa insieme un lavoro grande!
 
 Ed è per questo che sindaci del PD e  Federazioni importanti del PD convocano convegni su Rifiuti Zero (pardon  sulla Strategia Rifiuti Zero) e chiudono inceneritori.
Guardate è facile capire che la gestione dei rifiuti non è un problema tecnologico ma organizzativo, si capisce anche solo dal fatto che il “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%-75% , fa ciò, con livello tecnologico molto semplice, costituito da quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.
 Parliamoci chiaro, è il residuo, quello che muove i grandi interessi (e più grande è, meglio è, e sfortuna non voglia che tenda a diminuire fino ad “azzerarsi”).
È il residuo che determina il cosiddetto “fabbisogno impiantistico”, guarda caso esclusivamente di inceneritori che non risolvono nemmeno il problema rifiuti perché abbisognano a loro volta di costose discariche per tossico-nocivi che ospitino le ceneri.
 Ed infine se la Strategia Rifiuti Zero è adottata da comuni piccolissimi come San Francisco, o Los Angeles che dichiarano che al 2020 tutti i rifiuti prodotti sul loro territorio, saranno totalmente riciclati, ed oggi a quasi 8 anni dal termine prefissato sono al 75% di RD e del loro obbiettivo,  proprio assurda non deve esserlo, non sarà il caso di rifletterci un po’ sopra?
 
 Voi che ne pensate amici del Partito Democratico?

Contro il Razzismo e il Neofascismo Solidarietà alla Comunità Senegalese Toscana.


La nostra Lista esprime la sua piena solidarietà alla Comunità Senegalese Toscana e la sua più sentita vicinanza ai parenti e agli amici dei lavoratori uccisi, Samb Modou (abitante a Sesto Fiorentino) e Diop Mor, e ai feriti, Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike, e condanna duramente gli inauditi atti di violenza commessi in una città aperta come Firenze, che ripudia ogni forma di violenza ed intolleranza, medaglia d’oro alla resistenza, su i cui principi è nata la Costituzione della Repubblica Italiana portatrice sana di diritti, di uguaglianza e solidarietà.

la Comunità senegalese di Bologna ha così commentato l’accaduto.

Non basta condannare l’omicidio freddo e violento di Samb Modou e Diop Mor, i due migranti senegalesi uccisi a Firenze.
Non basta sperare che Moustapha Dieng vinca la sua battaglia contro la morte e che gli altri feriti guariscano in fretta.
Non basta esprimere solidarietà alle famiglie dei morti e ai feriti. La solidarietà adesso costa poco e conta ancor meno.
Non siamo di fronte al gesto improvviso di un fascista folle. Siamo invece di fronte al risultato della follia sistematica che la legge Bossi/Fini quotidianamente produce e riproduce nella forma del razzismo istituzionale.
Le leggi dello Stato trattano i migranti come uomini e donne che possono essere espulsi dopo anni di lavoro in Italia per la mancanza di lavoro. Uomini e donne che possono essere rinchiusi nei Cie praticamente senza alcun diritto. Molti sindaci democraticamente eletti dichiarano pubblicamente che i migranti devono essere eliminati dalle graduatorie per le case popolari. Il razzismo delle istituzioni e quello da bar, assieme a decine di altre sopraffazioni sono parte del quotidiano razzismo prodotto dalla legge Bossi-Fini.
Se si tollerano discorsi che fanno degli immigrati sempre e comunque il capro espiatorio della crisi, perché stupirsi se un fascista pensa che sia anche possibile passare all’azione uccidendo due migranti senegalesi?

Per Samb Modou, per Diop Mor, per Moustapha Dieng e gli altri feriti di Firenze, per tutti coloro che sono quotidianamente colpiti dal razzismo la Comunità Senegalese di Firenze e Toscana, dopo la grande e intensa partecipazione al Presidio di ieri in Piazza Dalmazia, convoca per Sabato 17 Dicembre una Manifestazione Cittadina, che si da appuntamento alle 15, sempre in Piazza Dalmazia, da dove partirà il corteo per poi raggiungere il centro della città.

Tutte le realtà e i cittadini sono invitate ad esserci.

Appello ai Sindaci dei Comuni facenti parte del Consorzio dell ‘AATO 3 Medio Valdarno, al rispetto della volontà popolare espressa col referendum di giugno scorso sull’acqua pubblica.

Lettera Aperta inviata oggi a tutti ai Sindaci ATO3 Medio Valdarno in occasione dell’ Assemblea ATO 3 Medio Valdarno che si terrà Mercoledì 14 Dicembre 2011.

Leggi tuto il testo della lettera.

Importante manifestazione a difesa del referendum sull’acqua pubblica.

Presidio a 

Firenze Mercoledì 14 Dicembre ore 9.30 davanti al Grand Hotel Baglioni, piazza Unità d’Italia, all’assemblea dell’ATO 3 per chiedere ai sindaci il rispetto dell’esito referendario

A meno di un mese dalla scomparsa degli Ambiti Territoriali Ottimali, alla viglia di un ATO unico di 285 comuni per il servizio idrico, come espresso dalla Giunta Regionale Toscana e nella prospettiva di un gestore unico quanto più lontano possibile da quella democrazia partecipata dell’acqua richiesta da 26 milioni di persone, l’Assemblea dei Sindaci dell’ATO 3 Medio Val d’Arno è stata convocata senza prevedere nella discussione nessun argomento a favore del rispetto dell’esito del referendum sull’acqua del 12 e 13 giugno scorsi.

Non solo.  Dopo un referendum popolare che ha visto la partecipazione della stragrande maggioranza dei/delle cittadini/e di tutti comuni dell’ATO che hanno votato contro la privatizzazione del servizio idrico, tra i Sindaci esiste ancora la tentazione di prorogare la concessione per la gestione del servizio idrico a Publiacqua S.p.A., per avere ulteriori anni di gestione privatizzata!

Non un solo accenno, nell’ordine del giorno, alla ripubblicizzazione del servizio idrico come richiesto implicitamente nel I° quesito referendario da quasi tutta la popolazione Toscana e Italiana.

Non un solo accenno all’applicazione del II° quesito referendario, per togliere dalla tariffa il 7% di remunerazione garantita al capitale investito, che la Corte costituzionale a sancito come immediatamente applicabile.

I referendum non solo continuano ad essere disattesi ma si prepara un vero e proprio tradimento.

Ricordiamo che è proprio l’ATO, autorità pubblica di controllo dell’operato del gestore, e dunque proprio quei  sindaci che lo compongono, a dover intervenire sulla tariffa per rispondere così alla volontà espressa da oltre il 65% dei/delle loro cittadini/e nei referendum.

All’opposto ci si prepara a garantire ulteriori profitti a quella compagine fatta di banche, multinazionali e imprenditori privati che non intendono rinunciare ai guadagni sicuri del “mercato” dei servizi pubblici locali.

Facciamo fatica a credere che Legalità e Democrazia possano essere calpestate impunemente da chi è stato/a eletto/a nei nostri Comuni per prendersi cura del “Bene Comune”.

Saremo presenti a Firenze Mercoledì mattina 14 Dicembre davanti al Grand Hotel Baglioni, in piazza dell’Unità d’Italia, all’assemblea dell’ATO3,  perchè la richiesta ai sindaci di rispettare l’esito referendario del 12 e 13 Giugno diventi obbligo civile e rispetto della democrazia.

Nessuno è padrone dell’acqua, neanche i Sindaci, perché l’acqua è di tutti.

Forum Toscano dei movimenti per l’acqua ATO3

Comitato territoriale di Firenze