Rifiuti? Chiamiamoli risorse

Un’altra gestione dei rifiuti senza Inceneritore è possibile. 

I Rifiuti chiamiamoli  Risorse

La scelta  di volere a tutti i costi l’Inceneritore è totalmente sbagliata:  è un assurdo economico oltre che un grave pericolo sanitario. È un approccio qualitativamente e tecnologicamente superato.

Si possono infatti trattare i rifiuti spendendo molto meno, guadagnandoci, creando posti di lavoro e futuro,  senza far correre inutili rischi alla salute dei cittadini.

I costi 

  • Inceneritore da 138.000 t/anno = 140 mil.euro  (spesa minima prevista dai vertici della Quadrifoglio)
  • Impianto TMB da 78.000 t/anno inf. a 20 mil.euro (esattamente 19.370.000,00 come da  recente offerta della Arrows-Bio al comune di Corato in provincia di Bari).

Pur considerando il raddoppio di potenzialità di trattamento e tenendo  conto della fattiva possibilità di riutilizzare parti impiantistiche attualmente esistenti a Case Passerini, il costo di un impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) è nettamente inferiore a quello di un Inceneritore della medesima taglia dimensionale di circa il 60-65%.

 

Che cos’è il Trattamento Meccanico Biologico (TMB):  

Si tratta degli impianti “a freddo” che sono nei fatti l’alternativa all’Inceneritore, come riconosciuto anche dai tecnici della Commissione post-Referendum di Campi Bisenzio, dopo i sopralluoghi effettuati agli impianti presenti in Spagna ed in Israele.

Questi impianti si adattano sia a situazioni di Raccolta Differenziata spinta che a situazioni di bassa Raccolta Differenziata consentendo di migliorare costantemente le “Buone Pratiche” sul territorio; questo perché sono flessibili e modulari, non hanno bisogno di alimentazione costante che strozza il recupero dei materiali post consumo come avviene invece con l’inceneritore. Riescono a recuperare fino al 75% del materiale in ingresso.  Da questi impianti escono compost, plastiche (recuperate a più del 90%), metalli, oltre a consistenti quantità di metano (biogas) che sopperisce al fabbisogno energetico dell’impianto nella misura di circa 1/5 del biogas prodotto, il resto può essere messo in rete e venduto.

Questi impianti, ancora, al contrario dell’inceneritore (che produce  più di 200 sostanze tossiche e nocive oltre la CO2 bruciando ogni ora 140.000 m3 di aria), hanno tutte le caratteristiche della sostenibilità ambientale ed accedono a pieno titolo alle agevolazioni dei certificati verdi che spettano alle energie rinnovabili.

Non bruciano niente, non immettono veleni nell’aria che respiriamo e al contrario dell’inceneritore non producono scorie tossiche da stoccare in discariche pericolose. Diversamente dagli inceneritori,  sono  flessibili alla variazioni di carico,  quindi se diminuiscono i rifiuti,  un’Amministrazione non dovrà preoccuparsi di andare a trovarli da qualche altra parte per alimentare il forno, come succerebbe invece per l’inceneritore.

Se verrà realizzato, chi dovrà pagare l’ Inceneritore?

La spesa per l’Inceneritore invece ricadrà unicamente sulle tasche delle famiglie, con un forte aumento della Tassa sui Rifiuti (TIA)  dal 2011, come ha già annunciato il Presidente della Quadrifoglio,  in quanto non esistono fondi destinati né da parte della Regione Toscana, né dall’Unione Europea.

Che fare? 

Prevenzione e Riduzione dei Rifiuti + Raccolta differenziata Porta a Porta + Trattamento Meccanico Biologico (TMB)  è l’alternativa valida all’inceneritore.

Le nostre proposte ai cittadini:

  • Revoca immediata degli accordi stipulati dall’attuale Amministrazione circa il Piano Provinciale Rifiuti inerenti l’Inceneritore.
  • Nessun Inceneritore deve essere costruito sul territorio comunale.
  • Rapida progressiva estensione della Raccolta Differenziata Porta a Porta sull’intero  territorio comunale (questa è la base indispensabile di una gestione dei “rifiuti” efficace ed intelligente, non sprecona e che non fa correre rischi sanitari ai cittadini).
  • Realizzazione di un moderno impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) in grado di chiudere efficacemente e correttamente il ciclo dei rifiuti per ciò che riguarda la parte residuale, in linea con le più avanzate e pulite soluzioni impiantistiche attuali.
  • Dialogo aperto per concordare insieme nuove regole con i grossi Centri commerciali  per la riduzione degli imballaggi da loro prodotti e per favorire la riduzione dei rifiuti al consumatore finale (vendita alla spina e sfusi come già avviene diffusamente nel nord-Italia e in qualche situazione anche in Toscana)
  • Creazione di una rete di Stazioni Ecologiche comunali per materiali ingombranti  ed elettronici ed un centro per lo scambio e  riuso degli oggetti, per prolungarne la vita.
  • Sostituzione dell’attuale tassa sui rifiuti (TIA), con una nuova tariffa a punti con pesatura dell’indifferenziato, in modo da consentire consistenti risparmi ai cittadini più virtuosi (più sei bravo a differenziare meno paghi).
  • Dialogo continuo con la cittadinanza al fine di adattare e migliorare il servizio.

L’obbiettivo Rifiuti Zero è uno dei capisaldi del programma del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Molte città nel mondo e alcune anche in Italia hanno l’obiettivi “Rifiuti Zero” entro una decina di anni. Oggi ancora di più diventa possibile, economicamente vantaggioso,  ambientalmente necessario.

Vogliamo puntare anche  per Sesto Fiorentino all’obiettivo Rifiuti Zero.

Un avanzato  Polo Tecnologico per il Riciclaggio dei Materiali

  • Promuoveremo la nascita, anche cooptando realtà esistenti, di un avanzato “Distretto Tecnologico” per l’analisi del “residuo” dei materiali post consumo  e per soluzioni che mirino a produrre “oggetti” non destinati dalla nascita a alimentare rapidamente il monte dei “rifiuti”. Un Distretto che faccia della Riprogettazione e del Riciclo dei Materiali, una occasione di ricerca e creazione di numerosi posti di lavoro. Per questo stabiliremo contatti con gli imprenditori più innovativi nel settore del riciclaggio per facilitarne l’insediamento nel territorio comunale e nella Piana Fiorentina.
  • Promuoveremo, ancora per questo, un percorso o istituiremo stabile collaborazione con Facoltà già esistenti (vedi i corsi dell’Università a Calenzano) per favorire la ricerca, la trattazione nuova dei materiali, nuovo interesse alla chimica dei materiali stessi, etc.
  • Con la raccolta differenziata spinta e accurata, ferro, plastica, alluminio, legno carta e materiale organico cessano di essere rifiuti e diventano ricchezze  creando nuove opportunità di posti di lavoro in “loco”, come si potrà dimostrare.
  • Attualmente molte delle “materie prime seconde” utilizzate dalle nostre aziende provengono da Raccolte Differenziate svolta all’estero. Vogliamo generare risparmio evitando di smaltire “rifiuti” sapendo anche che il circuito industriale è costretto ad acquistare questi materiali da altri. 

Cosa avviene dove si adottano le “Buone Pratiche” 

Già nel 2001 il Consorzio Priula nella provincia di Treviso, passando dal sistema tradizionale dei cassonetti stradali al Porta a Porta ha ridotto i costi di esercizio (da 91,64 euro/abitante a 73,92 euro/abitante) grazie proprio ad un minor ricorso allo smaltimento. Non solo, ma in contemporanea è stato riportato il bilancio del Consorzio in pareggio e si  è riusciti a far pagare una tariffa più leggera ai cittadini  pur avendo assunto a tempo pieno ben 70 nuovi addetti alla raccolta  (il personale complessivo è passato da 86 a 156 addetti).                                                                                     

Particolarmente interessante per le somiglianze  con Sesto per quanto riguarda popolazione e vocazione industriale  è l’esempio fornito dal Comune di Capannori: con il Porta a Porta, ha raggiunto nel 2007 fino all’82% di raccolta differenziata. Non portando quei materiali a discarica o ad incenerimento  e solo vendendo la carta raccolta ha avuto un risparmio di 2.438.000 euro, a cui si deve aggiungere anche la copertura economica che ha consentito  ben 30 nuove assunzioni per la raccolta differenziata Porta a Porta

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2 risposte a “Rifiuti? Chiamiamoli risorse

  1. Bravissimi,
    ci voleva una lista che pensasse al futuro in modo attento per tuteale efficacemente la salute dei cittadini e non gli interessi economici di speculatori e politici di fatto.
    Avete tutto il mio appoggio … avanti così amici, facciamo sentire la voce delle migliaia di persone che vogliono pensare intelligentemente al proprio futuro.
    Un saluto ed un grande in bocca al lupo.
    Fabio by campibisenzioblog.it

  2. A proposito di NO Inceneritore e alternative possibili invito tutti gli amici sestesi all’incontro che si terrà Mercoledì 10 giugno presso la Limonaia di Villa Montalvo a Campi Bisenzio. Si parlerà di alternative con i tecnici che hanno girato il mondo e valutato alternative “possibili” ed impossibili. Sarà interessante perchè in questa sede potrete porre domande mirate ai tecnici dei comitati ed incaricati al comune che vi risponderanno in diretta senza veli. E’ importante una folta partecipazione per ribadire il NO all’incenerimento come UNICA alternativa allo smaltimento dei rifiuti.
    Maggiori dettagli in merito :
    http://campibisenzio.wordpress.com/2009/06/02/consiglio-aperto-sulle-alternative-per-lo-smaltimento-dei-rifiuti-il-10-giugno-ore-21-alla-limonaia-di-villa-montalvo-a-campi-bisenzio/
    Un grande saluto con l’augurio di vedervi numerosissimi.
    Fabio by campibisenzioblog.it

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