Consiglio comunale del 22/03/2011; comunicazione del nostro gruppo consiliare.

Ancora sul disastro nucleare in Giappone,  stigmatizzando le dichiarazioni di Umberto Veronesi presidente dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare italiana

Torniamo brevemente sulla questione del nucleare per stigmatizzare la posizione di Umberto Veronesi presidente dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare italiana che dopo aver decantato le magnifiche sorti del nucleare italiano interviene per dire che serve una moratoria, chiarisce che non si tratta di un ripensamento ma  in sostanza  ritiene sufficiente migliorare ulteriormente i sistemi di sicurezza delle centrali nucleari.

Veronesi e l’Agenzia nucleare

Eppure l’ex senatore 85 enne, del Partito Democratico, in quanto oncologo  dovrebbe conoscere le patologie da radiazioni e gli effetti che gli isotopi radioattivi hanno sull’uomo e  sugli animali e quanto permangono nell’ambiente a causa del lungo tempo di dimezzamento,spesso enormemente superiore al tempo che noi misuriamo basandoci sulla durata di una vita media.

Questo signore dovrebbe sapere che la pericolosità del combustibile misto uranio plutonio il cosiddetto MOX , è data in modo consistente dalla presenza del plutonio che,  prodotto di scarto delle centrali nucleari ad uranio, in taluni casi viene rimescolato con l’uranio in quanto non si sa che cosa farne, a parte ordigni nucleari.  E dovrebbe sapere Umberto Veronesi che il plutonio uno degli elementi più intensamente radioattivo, dimezza la sua intensità di radiazioni in 24.000 anni  e che  la dose letale per un uomo è di 1 milionesimo di grammo, pari a dire 1 grammo è letale per 1 milione di persone.

Veronesi, le scorie radioattive innocue e il conflitto di interessi

Altro che auspicare  sicurezze ancora più elevate  con corrispondenti costi  esponenziali, il nucleare non è più una strada. È una strada  chiusa.

Altre ne vanno aperte!

Di fronte allo spettacolo drammatico di Fukushima, dove ancor oggi, fumo bianco continua ad uscire dal reattore n 2  mentre ieri era il numero 3, segno che ancora non riusciti a spengere i reattori  (ed il n 3 è alimentato a MOX)  ed alle notizie dell’incubo nucleare che  una metropoli come Tokio, con i suoi 12 milioni di abitanti  a 200 km di distanza sta vivendo, dove si evita nel bere l’acqua dei rubinetti, si cerca di non mangiare abitudinari alimenti come verdure e pesce o si  teme di venire contaminati se cade la pioggia, c’è da riflettere più attentamente rispetto ai “piazzisti “ nostrani del nucleare.

La figura che sta tenendo Veronesi è oltremodo ambigua,  il personaggio ha spesso dichiarato che gli inceneritori “non causano danni importanti alla salute” ma la sua più che una opinione di medico, è sembrata più quella di Presidente della Fondazione omonima, che guarda caso tra i suoi  finanziatori include la Veolia, nota azienda francese produttrice di inceneritori.

Sembra che Umberto Veronesi da tempo non ne voglia azzeccare una, ci sembra che si muova più su una linea ideologica che scientifica, per questo crediamo che partiti nazionali dovrebbero porsi il problema di chiedere la rimozione dalla carica di Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza nucleare.

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