Incenerimento dei rifiuti?! Una metodologia da abbandonare.

E l’alternativa all’inceneritore?
Non te l’hanno mai detto?    ma esiste!  Ecco Un esempio di moderno impianto a freddo di Trattamento Meccanico Biologico (TMB)!

• Inceneritore da 138.000 t/anno = 135 mil.euro (spesa minima prevista dai vertici della Quadrifoglio)
• Impianto TMB meno di 40 mil.euro

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Prevenzione e Riduzione dei Rifiuti + Raccolta differenziata Porta a Porta + Trattamento Meccanico Biologico (TMB) è l’alternativa valida all’inceneritore.

La gestione dei rifiuti senza inceneritori è possibile

Guadagnare, lavorare e innovare: il ruolo del riciclo nella green economy

Ecco un breve ed interessante report dell’Agenzia Europea per l’Ambiente che prende in esame il ruolo del riciclo nella green economy e il suo contributo all’economia europea evidenziandone, in primo luogo, i benefici economici.

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Tratto da: ARPAT news,  n.22 del 31 gennaio 2012

Seduta del Consiglio Comunale del 13 e 14 marzo 2012

Intervento alla discussione sul bilancio preventivo 2012

Al termine della discussione sulla relazione presentata dal Sindaco di Sesto Gianni Gianassi il voto di Un’altra Sesto è possibile è stato contrario.

Per prima cosa vogliamo ringraziare il Sig. Sindaco per la corposa relazione che ha fatto, ormai ci stiamo abituando a documenti di quella portata, non ricordo quante erano le pagine dell’anno scorso, ma le 30 di quest’anno hanno il loro peso.
Sono piene di informazioni, l’unico rammarico è quello che ci sarebbe piaciuto potersi confrontare in particolare sugli scenari di variazione e simulazione tra l’altro ben descritti alle pag 12 e 13.
I numeri parlano chiaro, l’addizionale irpef  allo 0,3 % è la più bassa della Provincia, e le aliquote IMU al 3,8 per mille per l’abitazione principale  e all’8,8 per mille per gli altri immobili vincono un confronto con Firenze che ha l’addizionale Irpef più bassa  allo 0,2 , la prima casa al 4,0 per mille e gli altri immobili al 9,99 . Comprendiamo che su quel settore è stato fatto un discreto lavoro, riuscire a contenere l’impatto della patrimoniale del Governo Monti, mirando alla salvaguardia dei redditi dei sestesi, non è un risultato da poco, ne teniamo conto. Pensiamo che da un confronto sarebbero potute forse emergere anche altre possibilità.
 Tutti siamo consapevoli delle difficoltà che vivono gli enti locali, i tagli del vecchio governo si sommano alle limitazioni adottate da quello in carica col risultato di diminuire le risorse a disposizione proprio mentre cresce la domanda di servizi e di protezione sociale che si alimenta dal perdurare della crisi economica che diventa occupazionale. Il lungo elenco delle Aziende in crisi, tra le quali tante, anche con buoni fatturati o con pacchetti ordini rilevanti, o altre ancora dotate di professionalità è drammatico e ci deve far pensare come rimettere in piedi un sistema che diventi stabile,  e che sia ritenuto stabile, perché molto si gioca ormai anche sulla percezione che altri hanno di noi. Anche su questi temi, pur non essendo un partito nazionale, ma un’area civica con proiezione di movimento che in vari momenti, è diventata sì nazionale, e senza curare visioni minoritarie o di piccolo gruppo,  raccogliamo la sfida, ma attenzione Sig Sindaco, la rilanciamo la sfida, e proprio sugli stessi temi!
 Ma andiamo per ordine:

continua a leggere tutto l’intervento…….. 

Perchè l’inceneritore è solo un enorme affare

Pietro De Angelis: “Vogliono farci credere che non ci sono alternative”.

La notizia è datata 1 dicembre 2010 e si riferisce al termovalorizzatore di Parma del gruppo IREN.  Il Dott. Pietro De Angelis, forte delle sue esperienze di Dirigente d’Azienda  ne fa un’analisi critica di costi-benefici. Ricordiamoci che siamo  in Emilia Romagna, la regione nella quale sono sono attivi otto inceneritori di rifiuti urbani, che smaltiscono in un anno poco meno del 4% dei rifiuti complessivamente prodotti in regione, e il 18% di quelli classificati come “rifiuti urbani” (il 33% dei rifiuti urbani indifferenziati), vale a dire circa 540.000 tonnellate su 3.014.000 (dati Arpa 2009).

Gli Assessorati regionali “Ambiente e Sviluppo Sostenibile” e “Politiche per la Salute”, in collaborazione con gli Enti Locali e con Arpa hanno dato vita al progetto Moniter, con l’obbiettivo di raggiungere nel triennio 2007 – 2009 un sistema di controllo e conoscenze tale da consentire la periodica diffusione ai cittadini di tutte le informazioni disponibili sulle emissioni di sostanze frutto della combustione e sugli eventuali rischi ambientali e sanitari ad esse connessi.
Lo scopo del progetto è stato, inoltre, quello di curare gli aspetti della informazione e comunicazione partecipata con la popolazione e i suoi organismi di rappresentanza. Il suo costo complessivo è ammontato a oltre 3 milioni di Euro, comprensivi di spese di funzionamento e generali (compreso il costo delle giornate lavorative delle persone impegnate) e spese di investimento (in nuove apparecchiature e centraline di monitoraggio, strumenti di analisi, ecc.).

Ma veniamo a cosa ha dichiarato il Dott. Pietro De Angelis:

Penso ormai sia chiaro a tutti che il Termovalorizzatore (TVC) sia un enorme affare per IREN senza alcuna convenienza per i cittadini della Provincia di Parma.
Nessun vantaggio di natura economica perché la tariffa rifiuti rimarrà, se va bene, invariata ai livelli attuali (la più alta dell’Emilia-Romagna come oggi riconosce la stessa Azienda), e la sostituzione delle attuali caldaie a metano con il sistema del teleriscaldamento porterà solo un aggravio dei costi per gli utenti nonché il rischio di malfunzionamenti e disservizi.
Il TVC non porterà inoltre nessun beneficio di natura ambientale. Al contrario su una zona considerata ad alto rischio ambientale (la pianura padana è una delle tre zone più inquinate del pianeta) verranno immessi –per un periodo di 25 anni!! – circa 800 milioni di metri cubi /anno di fumi, con un carico di CO2, ossido di azoto,metalli pesanti, diossine, furani e micro polveri, che provocheranno danni enormi alla salute dei cittadini ed al comparto agro-alimentare oggi difficilmente commensurabili.  (continua……….)

Ecco spiegato perchè in Emilia Romagna è in atto una forte marcia indietro sul trattamento dei rifiuti mediante inceneritori a favore di impianti a freddo TMB.

Perchè a fronte di un’esperienza simile i nostri Amministratori vogliono realizzare termovalorizzatori anche sul nostro territorio?  Siamo sicuri di volerli accettare?

I costi di realizzazione, gestione, controlo e monitoraggio (VIS) ricadranno su di noi attraverso la TIA. Siamo sicuri di volerli accettare?

Meditate gente, meditate e soprattutto informatevi, le alternative valide ci sono.

Chi è Pietro de Angelis: breve suo curriculum.

Rifiuti e inceneritore: una critica (a Barducci) e una proposta (a Metropoli).

Estratto da Metropoli di venerdi 2 marzo 2012

La proposta: caro direttore, visto che sul tema dei rifiuti, quotidianamente arrivano notizie ed informazioni nuove, che portano elaborazioni diverse e più avanzate rispetto a quelle che stanno per essere calate sul nostro territorio e visto che non è facile ottenere un confronto con le istituzioni, vorrei suggerirle di farsi promotore, insieme al suo giornale, di un convegno-incontro che veda i rifiuti come questione organizzativa e come risorsa, consideri le migliori tecniche per il recupero dei materiali dai rifiuti e appronti l’ipotesi di un Distretto Tecnologico per il Riciclaggio dei Materiali nella Piana Fiorentina e che magari raccolga contributi anche dalle esperienze in atto nella Provincia di Reggio Emilia. Sono convinto che il movimento che in questi anni si è espresso a favore delle buone pratiche, contro l’incenerimento, sarebbe lieto di metterle a disposizione tecnici e interlocutori provenienti dall’imprenditoria del riciclaggio, per la buona riuscita dell’eventuale iniziativa.
Fabrizio Vettori, consigliere comunale “Un’altra Sesto è possibile”

Leggi la replica  di Fabrizio Vettori al presidente della Provincia Andrea Barducci che in un intervista  a Metropoli ha chiuso a qualsiasi ipotesi di ripensamento: “l’inceneritore di Case Passerini s’ha da fare, basta discussioni”.

Come smaltire l’indifferenziato: una proposta di gestione senza inceneritori.

Margherita Bologna, del forum ambientalista del PD e giornalista scientifica free lance, presenta una proposta di gestione dei rifiuti basata su un progetto di smaltimento dell’indifferenziato mediante quattro impianti di trattamento a freddo, senza utilizzare inceneritori, con un risparmio energetico complessivo quattro volte superiore.  Progetto scaricabile in fondo all’articolo.

Dottoressa Bologna, il suo progetto “Proposte per controllare gli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti nella gestione dei materiali post utilizzo senza inceneritori” (scaricabile in allegato a fondo pagina) si fonda su 4 impianti di trattamento a freddo in grado di trattare circa l’80-90% dei rifiuti, più un quinto impianto, il mulino Thor, necessario per il trattamento della frazione residua. E’ possibile quantificare il risparmio economico e i vantaggi ambientali che ne deriverebbero?
Dai grafici riportati nella mia proposta di gestione dei rifiuti senza inceneritori a colpo d’occhio si può desumere che i vantaggi economici sono notevoli. Se consideriamo il fatto che il risparmio complessivo di energia derivante dal riciclo dei materiali selezionati è circa quattro volte superiore all’energia prodotta con l’incenerimento e che, con la soluzione che propongo, si produce biogas mediante digestione anaerobica della parte organica dei rifiuti (e volendo elettricità), i vantaggi economici per tutta la comunità nazionale sono indubbi. Una calcolo preciso potrebbe essere oggetto di un successivo approfondimento. Il mio lavoro ha lo scopo di fornire un veloce quadro d’insieme a molti amministratori che molto spesso sono guidati nelle loro scelte da una visione estremamente parziale e riduttiva: quella della eliminazione dei materiali postutilizzo considerati come un problema e non come una risorsa, eliminazione che appare ai più un’ottima scelta soprattutto perché finalizzata alla produzione di energia.
Per quanto riguarda i vantaggi ambientali si stima che dalla riduzione dei rifiuti avviati in discarica,dal recupero della materia organica per produrre compost e dalla sostituzione delle materie prime vergini con materie riutilizzabili, si avrebbe una riduzione delle emissioni di CO2 corrispondente al 30% degli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto al 2020. Per quantificare altri indubbi vantaggi ambientali derivanti dai danni evitati alle persone ed all’ambiente, la Commissione europea ha creato un software apposito Ecosense-Web (Progetto Externee della Commissione Europea) http://scenarios.ew.eea.europa.eu/fol079729/online-model-inventory/ecosense mediante il quale è possibile calcolare i costi provenienti dagli impatti ambientali prodotti da qualsiasi fonte emissiva che produce elettricità. Anche qui occorrerebbe uno studio comparativo e particolareggiato specifico che lascio agli esperti del settore.
A suo parere, il fatto che in Italia la prima scelta ricada sempre sugli inceneritori da cosa dipende?
In parte dal fatto che molti amministratori a cui spettano certe scelte non conoscono le tecnologie di trattamento meccanico-biologico e si affidano alle proposte suggerite dalle multiutility che gestiscono i rifiuti. A loro volta i gestori sono spinti unicamente dalla volontà di intascare gli incentivi che vengono dati sotto forma di Certificati verdi alla (scarsa) produzione di energia ottenuta con l’incenerimento dei rifiuti. Poi una parte di responsabilità è da attribuire all’atteggiamento compiacente verso la politica di certa stampa che nasconde l’informazione sulle tecnologie alternative idonee a gestire i rifiuti senza inceneritori.
Nelle Sue proposte, Lei fa riferimento all’ecodesign e al concetto di simbiosi industriale. Può farci qualche esempio che ritiene riuscito con successo?
Oggi non tutti i materiali sono riciclabili quando giungono a fine vita. La Direttiva europea 2008/98 sollecita i produttori a prendere in considerazione il destino finale di una merce fin dal momento della sua ideazione. L’ecodesign non è altro che la progettazione di merci scegliendo le componenti e i materiali più idonei ad essere riciclati nel momento in cui ce ne disfiamo. In questo modo si riducono i rifiuti arrivando al riciclo totale.
Tuttavia 4/5 dei rifiuti sono di origine industriale. Il sistema migliore per ridurli è la creazione di una rete di scambio tra diverse aziende che utilizzano i sottoprodotti derivanti da un processo produttivo come materia prima da impiegare in un nuovo ciclo, con il duplice beneficio di ridurre i costi e rispettare l’ambiente. Ad esempio a Kalundborg, in Danimarca, un’industria farmaceutica produceva degli enzimi insieme ad una certa quantità di biomasse di scarto risultante dal processo di produzione. In un primo momento la biomassa veniva dispersa nelle acque di scarico dell’impianto, ora invece una parte di questa viene impiegata come fertilizzante organico, mentre quella di maggior pregio costituita dai lieviti, è rivenduta per l’alimentazione dei suini. Faccio un altro esempio di simbiosi industriale realizzata a Kalundborg: la desolforazione dei gas di scarico della centrale elettrica produce gesso che viene venduto ad un’altra ditta la quale non importa più del gesso naturale. Allo stesso modo il calore in eccesso dei processi produttivi può essere riutilizzato per il riscaldamento o per produrre energia e calore in altri impianti vicini. Sono tanti i modi e le forme per realizzare la simbiosi industriale tra imprese. A Kalundborg è nata in modo spontaneo e nel tempo. Ora, per applicare questo modello si stipulano accordi di cooperazione sul nascere che spesso danno origine a dei veri e propri parchi eco-industriali costruiti nell’ottica della produzione di zero scarti e zero rifiuti.
E’ evidente che se la stessa società gestisce un inceneritore e la raccolta differenziata si crea un conflitto di interessi, che porta inevitabilmente ad abbassare il livello della raccolta per garantire un afflusso di rifiuti sufficiente all’impianto di termovalorizzazione. Ritiene che questo conflitto di interessi sia molto diffuso sul territorio nazionale?
Partendo dal presupposto contenuto nella sua asserzione direi proprio di sì anche se ho conoscenze dirette solo per la regione in cui abito, L’Emilia Romagna. Nella mia Regione ci sono ben otto inceneritori ed anche là dove si raggiungono alte performance di raccolta differenziata come a Parma se ne vogliono costruire altri col pretesto di bruciare i rifiuti speciali, come se non ci fossero tecnologie in grado di selezionare e avviare al riciclo anche questa tipologia di rifiuti. Ci sono impianti che selezionano i RAEE ed altri che selezionano e recuperano i rifiuti residui che provengono dalla rottamazione dei veicoli, il cosiddetto car fluff. E’ ora di dare una svolta alla politica di gestione dei rifiuti nella mia Regione. Sarà quello che chiederò al Presidente Vasco Errani in marzo quando mi riceverà.                                                                                             Parliamo di certificati verdi: come funziona il sistema e per quale motivo Lei ritiene necessario eliminarli?                                                        E’ noto a molti ormai che i certificati verdi sono incentivi dirottati dai finanziamenti previsti per lo sviluppo delle vere energie rinnovabili verso le fonti energetiche “assimilate alle rinnovabili” tra cui gli inceneritori con recupero energetico. Questi incentivi sono pagati dai cittadini nella bolletta elettrica sotto la voce A3. Secondo i dati forniti dal Gse nel 2009 ammontano a 33 miliardi di euro, mentre alle “vere rinnovabili” nello stesso anno vanno 13,5 miliardi. Gli inceneritori sono impianti talmente costosi che diventerebbero automaticamente una soluzione impraticabile nel momento in cui fossero tolti gli incentivi all’energia che producono. A mio parere tutte le tecnologie per trattare i materiali postutilizzo dovrebbero avere pari opportunità economiche. Invece con i certificati verdi ai cosiddetti termovalorizzatori il mercato è drogato.

“Proposte per controllare gli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti nella gestione dei materiali post utilizzo senza inceneritori” [0,92 MB]

Progetto di Margherita Bologna

Tratto da Eco dalle Città: http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=105467


 

Il Ministro dell’Ambiente Clini scrive al governatore della Toscana: Attuare l’esito referendario!

Vai al testo originale della lettera Clini (Authority)