Archivio Mensile: dicembre 2011

Incredibile!!! Si chiedono ancora se l’inceneritore inquinerà.

Egregio Dr. Livio Giannotti……lettera all’amministratore delegato di Quadrifoglio S.p.A

Sesto Fiorentino, giovedì 22 dicembre 2011

 

Egregio Dr. Livio Giannotti,

 

in riferimento all’articolo comparso il 22/12/11 su Dossier Toscana, allegato al quotidiano “il Giornale”, dove Lei fa il punto sull’ottimizzazione della raccolta dei rifiuti nella città di Firenze, ci permettiamo di rivolgerle alcune osservazioni che pensiamo risulteranno interessanti anche ai lettori dei giornali.
Guardi che non è davvero un gran merito raggiungere “solo” il 46,85 di raccolta differenziata in una città come Firenze, anzi …  e i se il “porta a porta” è utilizzato in cumuni “piccolissimi” come San Francisco o Los Angeles che superano il 70 % , ma anche a Milano, Torino o nel centro storico a  Venezia, a Murano, a Burano,  non accampi scuse sugli alti costi e sulla impossibilità a Firenze!
Se a Firenze è impossibile, può essere addebitato a Lei e alla politica che non lo permette.
Saprà bene che il costo maggiore dipende dal trasporto e dallo smaltimento della esorbitante quantità di indifferenziato (il 53,15% di 454.500 tonn cioè 240.000t) va da sé che più raccolta differenziata vuol dire meno costi!
Non parli quindi, proprio lei di green economy e di recupero di “materie prime–seconde” quando l’Azienda che Lei dirige, pur ricca di professionalità nei suoi dipendenti, appare muoversi esattamente al contrario di come la presenta.
E per favore, non sprechi risorse economiche dei cittadini e delle imprese che pagano la TIA, con idee astruse e costose come i cassonetti a scomparsa, interrati e funzionanti ad ascensore, non ci pare che oggi sia più il tempo di buttare via denaro pubblico.
Quanto poi ai 135 milioni di euro per “il termovalorizzatore” cioè l’inceneritore che produrrà comunque inquinamento (che si aggiungerà a quello già presente e che finirà inesorabilmente nelle catene alimentari e, quindi, nel nostro organismo), è mai possibile che Lei non veda come lo spreco di denaro dei cittadini e delle imprese che dovranno pagarselo, diventi esponenziale?
Perché Lei e la politica, che sostiene il Suo operato, non volete in nessun modo prendere in considerazione le altre possibili soluzioni, come gli impianti a freddo per il trattamento dell’indifferenziato che invece di produrre sostanze inquinanti immesse in atmosfera e ceneri tossico nocive da stoccare in apposite discariche, differenziano  il residuo?
Non capiamo la Vostra ostinazione.
Sembrate gli uomini del NO ad ogni costo: NO a serie politiche di riduzione (la “gerarchia europea in materia di rifiuti” prevede che vengano fatte serie politiche di riduzione della produzione di rifiuti, riuso e riciclo, prima di arrivare al recupero energetico, che potrebbe anche essere fatto con forme diverse dall’incenerimento), No al porta a porta generalizzato a Firenze (che è la ghiotta scusa per giustificare la costruzione di un inceneritore a Sesto Fiorentino), No agli impianti a freddo (il Trattamento Meccanico Biologico) molto meno costosi (-60% )  e inquietanti  e decisamente non pericolosi per la popolazione che ci deve convivere.
Una cosa sappiamo per certa:  famiglie ed imprese, che devono pagare tutto ciò, non possono più tollerare un sistema così inefficiente ed inefficace.

 

Cordialmente,

 

Un’altra Sesto è possibile

Ecco il testo dell’art. 179 del DLgs 3 aprile 2006 n. 152, di recepimento delle direttive comunitarie in materia di rifiuti (in particolare, la 2008/98/CE), dove è riportata la gerarchia per la gestione dei rifiuti.
A proposito leggete cosa scrive un parroco dell’interland romano:

Consiglio comunale del 13/12/2011: comunicazione del gruppo “Un’altra Sesto è possibile”.

Cadute di stile,  arroganza  e  non conoscenza delle cose

Una  nota sulla scorsa seduta del Consiglio Comunale, in relazione ad atteggiamenti e cadute di stile che hanno caratterizzato il dibattito sul regolamento dei rifiuti urbani.
 
 Rileviamo con una certa preoccupazione come in quel caso le repliche ad opinioni che provengono dalle minoranze sono state condotte da autorevoli esponenti della maggioranza, quali un presidente di Commissione, con un linguaggio da bar condito di pressappochismo e luoghi comuni privi di spessore.
 Riteniamo che quando si ricoprono incarichi di rilievo nell’amministrazione cittadina, e si esplicano importanti funzioni di raccordo con il consiglio comunale, sia doveroso, cercare di entrare in merito alle cose oggetto di discussione, anziché operare per fare una sguaiata difesa d’ufficio delle proprie convinzioni, dando l’idea di non sapere nemmeno di che stiamo parlando, altrimenti, niente vieta di delegare ad altri l’incarico che si ricopre.
 Per quanto ci riguarda, difficilmente ci vedrete rispondere con un linguaggio da bar a proposte od opinioni che non condividiamo.
Più probabilmente ci vedrete cercare di capire almeno il punto di vista di chi le difende.
Ognuno, se vuole, può andare a rileggersi nei verbali e nelle trascrizioni della seduta, le cose che sono state dette.
 Ma  lo scivolone di un presidente di commissione, cari amici del Partito Democratico, è l’evidenza e l’estremizzazione di un atteggiamento di fondo più strutturato: è chiaro che su certi temi, ed i rifiuti sono uno di questi, sembra che l’ordine di scuderia sia il contenimento di qualsiasi dibattito, altrimenti perché reazioni così smodate?
Forse che del tema dei rifiuti, che non se ne è parlato prima, e lo sappiamo tutti, oggi non se ne deve parlare più se non per dire come siamo bravi e come tutto va bene?
Non sarà mica che qualcuno teme che nei consiglieri del PD, possano farsi strada, strane idee su possibili prospettive meno anguste rispetto a quelle decise a tavolino 20 anni fa?
Idee e prospettive del resto, molto apprezzate da dirigenti e consiglieri del vostro stesso partito, in contesti simili al nostro.
 Vogliamo sottolineare solo un punto nella  replica piuttosto sgangherata del presidente della commissione ambiente, all’intervento che motivava la contrarietà delle liste civiche al nuovo regolamento per i rifiuti urbani, (tra l’altro nemmeno pertinente all’oggetto in questione); quello in cui ha tirato in ballo, facendone una “caricatura”, la Strategia Rifiuti Zero.
 Troppo comodo, presidente, farne una caricatura paragonandola ad un assurdo: “è come dire rendimento uno…”, ha pontificato, presupponendo che chi parla di Rifiuti Zero tiri fuori la bacchetta magica e oplà i rifiuti sono spariti.
 Quando di parla di Rifiuti Zero, caro Presidente e cari Consiglieri si intende una “Strategia” per Rifiuti Zero che ha come obbiettivo finale la condizione in cui tutti i rifiuti che vengono prodotti in un determinato territorio vengano avviati “tutti” a recupero e riuso!
Per fare questo la Strategia, come un normale piano industriale o operativo, si dota , per l’attuazione, di una sequenza di passi successivi.
E molto concreti !
Non entriamo nel tecnico ma  invitiamo chi ne ha voglia a documentarsi presso i siti della Rete Nazionale Rifiuti Zero, o della Rete dei Comuni Virtuosi o dei Comuni aderenti a Rifiuti Zero, per ultimo proprio la Napoli di De Magistris e Sodano.
 Ci preme sottolineare però un dato politico:
 come tanti esponenti del Partito Democratico in Italia si stanno accorgendo,  la gestione dei rifiuti non e’ un problema tecnologico, ma “organizzativo”, dove il valore aggiunto non e’ la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.
 
 Questa è partecipazione, perché si fa insieme un lavoro grande!
 
 Ed è per questo che sindaci del PD e  Federazioni importanti del PD convocano convegni su Rifiuti Zero (pardon  sulla Strategia Rifiuti Zero) e chiudono inceneritori.
Guardate è facile capire che la gestione dei rifiuti non è un problema tecnologico ma organizzativo, si capisce anche solo dal fatto che il “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%-75% , fa ciò, con livello tecnologico molto semplice, costituito da quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro e’ previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.
 Parliamoci chiaro, è il residuo, quello che muove i grandi interessi (e più grande è, meglio è, e sfortuna non voglia che tenda a diminuire fino ad “azzerarsi”).
È il residuo che determina il cosiddetto “fabbisogno impiantistico”, guarda caso esclusivamente di inceneritori che non risolvono nemmeno il problema rifiuti perché abbisognano a loro volta di costose discariche per tossico-nocivi che ospitino le ceneri.
 Ed infine se la Strategia Rifiuti Zero è adottata da comuni piccolissimi come San Francisco, o Los Angeles che dichiarano che al 2020 tutti i rifiuti prodotti sul loro territorio, saranno totalmente riciclati, ed oggi a quasi 8 anni dal termine prefissato sono al 75% di RD e del loro obbiettivo,  proprio assurda non deve esserlo, non sarà il caso di rifletterci un po’ sopra?
 
 Voi che ne pensate amici del Partito Democratico?

Contro il Razzismo e il Neofascismo Solidarietà alla Comunità Senegalese Toscana.


La nostra Lista esprime la sua piena solidarietà alla Comunità Senegalese Toscana e la sua più sentita vicinanza ai parenti e agli amici dei lavoratori uccisi, Samb Modou (abitante a Sesto Fiorentino) e Diop Mor, e ai feriti, Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheike, e condanna duramente gli inauditi atti di violenza commessi in una città aperta come Firenze, che ripudia ogni forma di violenza ed intolleranza, medaglia d’oro alla resistenza, su i cui principi è nata la Costituzione della Repubblica Italiana portatrice sana di diritti, di uguaglianza e solidarietà.

la Comunità senegalese di Bologna ha così commentato l’accaduto.

Non basta condannare l’omicidio freddo e violento di Samb Modou e Diop Mor, i due migranti senegalesi uccisi a Firenze.
Non basta sperare che Moustapha Dieng vinca la sua battaglia contro la morte e che gli altri feriti guariscano in fretta.
Non basta esprimere solidarietà alle famiglie dei morti e ai feriti. La solidarietà adesso costa poco e conta ancor meno.
Non siamo di fronte al gesto improvviso di un fascista folle. Siamo invece di fronte al risultato della follia sistematica che la legge Bossi/Fini quotidianamente produce e riproduce nella forma del razzismo istituzionale.
Le leggi dello Stato trattano i migranti come uomini e donne che possono essere espulsi dopo anni di lavoro in Italia per la mancanza di lavoro. Uomini e donne che possono essere rinchiusi nei Cie praticamente senza alcun diritto. Molti sindaci democraticamente eletti dichiarano pubblicamente che i migranti devono essere eliminati dalle graduatorie per le case popolari. Il razzismo delle istituzioni e quello da bar, assieme a decine di altre sopraffazioni sono parte del quotidiano razzismo prodotto dalla legge Bossi-Fini.
Se si tollerano discorsi che fanno degli immigrati sempre e comunque il capro espiatorio della crisi, perché stupirsi se un fascista pensa che sia anche possibile passare all’azione uccidendo due migranti senegalesi?

Per Samb Modou, per Diop Mor, per Moustapha Dieng e gli altri feriti di Firenze, per tutti coloro che sono quotidianamente colpiti dal razzismo la Comunità Senegalese di Firenze e Toscana, dopo la grande e intensa partecipazione al Presidio di ieri in Piazza Dalmazia, convoca per Sabato 17 Dicembre una Manifestazione Cittadina, che si da appuntamento alle 15, sempre in Piazza Dalmazia, da dove partirà il corteo per poi raggiungere il centro della città.

Tutte le realtà e i cittadini sono invitate ad esserci.

Appello ai Sindaci dei Comuni facenti parte del Consorzio dell ‘AATO 3 Medio Valdarno, al rispetto della volontà popolare espressa col referendum di giugno scorso sull’acqua pubblica.

Lettera Aperta inviata oggi a tutti ai Sindaci ATO3 Medio Valdarno in occasione dell’ Assemblea ATO 3 Medio Valdarno che si terrà Mercoledì 14 Dicembre 2011.

Leggi tuto il testo della lettera.

Importante manifestazione a difesa del referendum sull’acqua pubblica.

Presidio a 

Firenze Mercoledì 14 Dicembre ore 9.30 davanti al Grand Hotel Baglioni, piazza Unità d’Italia, all’assemblea dell’ATO 3 per chiedere ai sindaci il rispetto dell’esito referendario

A meno di un mese dalla scomparsa degli Ambiti Territoriali Ottimali, alla viglia di un ATO unico di 285 comuni per il servizio idrico, come espresso dalla Giunta Regionale Toscana e nella prospettiva di un gestore unico quanto più lontano possibile da quella democrazia partecipata dell’acqua richiesta da 26 milioni di persone, l’Assemblea dei Sindaci dell’ATO 3 Medio Val d’Arno è stata convocata senza prevedere nella discussione nessun argomento a favore del rispetto dell’esito del referendum sull’acqua del 12 e 13 giugno scorsi.

Non solo.  Dopo un referendum popolare che ha visto la partecipazione della stragrande maggioranza dei/delle cittadini/e di tutti comuni dell’ATO che hanno votato contro la privatizzazione del servizio idrico, tra i Sindaci esiste ancora la tentazione di prorogare la concessione per la gestione del servizio idrico a Publiacqua S.p.A., per avere ulteriori anni di gestione privatizzata!

Non un solo accenno, nell’ordine del giorno, alla ripubblicizzazione del servizio idrico come richiesto implicitamente nel I° quesito referendario da quasi tutta la popolazione Toscana e Italiana.

Non un solo accenno all’applicazione del II° quesito referendario, per togliere dalla tariffa il 7% di remunerazione garantita al capitale investito, che la Corte costituzionale a sancito come immediatamente applicabile.

I referendum non solo continuano ad essere disattesi ma si prepara un vero e proprio tradimento.

Ricordiamo che è proprio l’ATO, autorità pubblica di controllo dell’operato del gestore, e dunque proprio quei  sindaci che lo compongono, a dover intervenire sulla tariffa per rispondere così alla volontà espressa da oltre il 65% dei/delle loro cittadini/e nei referendum.

All’opposto ci si prepara a garantire ulteriori profitti a quella compagine fatta di banche, multinazionali e imprenditori privati che non intendono rinunciare ai guadagni sicuri del “mercato” dei servizi pubblici locali.

Facciamo fatica a credere che Legalità e Democrazia possano essere calpestate impunemente da chi è stato/a eletto/a nei nostri Comuni per prendersi cura del “Bene Comune”.

Saremo presenti a Firenze Mercoledì mattina 14 Dicembre davanti al Grand Hotel Baglioni, in piazza dell’Unità d’Italia, all’assemblea dell’ATO3,  perchè la richiesta ai sindaci di rispettare l’esito referendario del 12 e 13 Giugno diventi obbligo civile e rispetto della democrazia.

Nessuno è padrone dell’acqua, neanche i Sindaci, perché l’acqua è di tutti.

Forum Toscano dei movimenti per l’acqua ATO3

Comitato territoriale di Firenze

Una raccolta firme per rendere “illegale” il trattamento privilegiato della classe politica

   E’ iniziata una raccolta firme in tutti i Comuni d’Italia.  Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011, la promozione della proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo:
«Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».

La proposta consta di un unico articolo:

Per il nostro Comune potete andare a firmare presso URP  Sesto Fiorentino (FI) Ufficio “relazioni con il pubblico”
> lunedi mercoledi giovedi dalle 8.30 alle 13.00;  martedi e il venerdi dalle  8.30 alle 13.00 e di pomeriggio dalle 15.00 alle 18.00

Comunicato stampa dell’iniziativa.

Consiglio comunale del 29/11/2011: seduta n°17.

Dichiarazione di voto sul Regolamento Rifiuti Urbani, a nome delle Liste Civiche:

Questo Regolamento Rifiuti Urbani ci sembra inadeguato e ambiguo.
Anche aspetti che abbiamo rilevato nell’unica commissione dedicata ad esso a cui abbiamo partecipato con nostri rappresentanti, confermano il nostro giudizio, in sostanza, questo documento appare fatto ad immagine e somiglianza di Quadrifoglio.
Esso infatti, prende atto dell’attuale gestione fatta da Quadrifoglio e la conferma si ha per stessa ammissione dell’ingegner Mangiarotti, ” PRIMA si dovrebbe fare il regolamento e POI si affida la gestione e chi gestisce segue quanto richiesto dall’Amministrazione”.
Qui si fa esattamente il contrario. Sembra anche che in un primo momento Quadrifoglio avesse proposto un regolamento da essa elaborato, il risultato è comunque, che tutta l’area coperta da Quadrifoglio-Safi ne ha condiviso aspetti base, come ad esempio i criteri di assimilazione che risultano “graditi e comodi” al gestore Quadrifoglio.
Ma andiamo per punti:
• ASSENZA di politiche di PREVENZIONE alla produzione di rifiuti:
1) Titolo 1 “principi generali” – articolo 2 comma 2: si parla di “gestione dei rifiuti conforme al principio di precauzione e di prevenzione.. cooperando con tutti i soggetti coinvolti nel ciclo dei rifiuti”, ma poi non è scritto da nessuna parte come si fa a fare prevenzione della produzione dei rifiuti.
Non viene mai citato, nemmeno in premessa, che il principio ispiratore al quale ci si deve attenere è quello di prevenire e ridurre i rifiuti e che deve essere rispettato l’ordine di priorità stabilito dall’articolo 179 comma 1 del DLgs 152/2006 .
Rinunciare alle politiche di prevenzione è partire con il piede sbagliato.
Tra l’altro, una reale prevenzione alla produzione dei rifiuti, attraverso le cosiddette “buone pratiche” avrebbe consentito di sganciarci dall’era trogloditica in cui viviamo per la gestione dei rifiuti, purtroppo l’Amministrazione , anche con questo regolamento, non dà segno di volersi impegnare nella sensibilizzazione delle persone e delle imprese e nel trovare forme di incentivo alla non produzione dei rifiuti (vedi comma 5 dell’articolo 179 già citato).
L’unico punto in cui si parla di favorire in via prioritaria la prevenzione e la riduzione della produzione dei rifiuti è al’articolo 18, per i rifiuti cimiteriali!
Un flebile accenno c’è anche all’articolo 2, comma 3.
2) Non si fa mai alcun accenno a forme di informazione/sensibilizzazione delle “parti interessate” da questo regolamento: forse si pensa che, una volta approvato, entri come per magia nella testa della gente e nei comportamenti delle imprese e tutti si comportino come scritto? Tra l’altro, in vari articoli si comincia con “è fatto obbligo”, per cui è contraddittorio il fatto che non si faccia informazione/sensibilizzazione e che non siano previste modalità di diffusione del regolamento.
Su questo punto Mangiarotti, in sede di commissione ambiente, ha le idee chiare: non è opportuno inserire le varie forma di informazione nel regolamento (anche se le attività di informazione/sensibilizzazione sarebbero competenze tipiche dell’ufficio ambiente) adducendo pur comprensibili problemi di budget.
Si capisce però che non c’è alcuna voglia di fare sul serio prevenzione e quindi di conseguenza che senso ha provarcisi ad informare cittadini ed imprese…
Guardate invece, che il problema della prevenzione è serio, se questa si fa funzionare produce risultati, non a caso il dlgs 152 /2006 la mette al 1 posto:
avere a che fare, come ATO centro, con 1.000.000 tonnellate annue o con 800 mila da sottoporre a successive raccolte differenziate fa una grande differenza.
• È trattata in modo preistorico la questione dei Rifiuti ASSIMILATI:
si dice nell’art 7 comma 1
In attesa dell’emanazione delle disposizioni regolamentari di cui all’articolo 195,
comma 2, lettera e), del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e tenuto conto di quanto disposto all’articolo 265, comma 1, del medesimo decreto, i criteri qualitativi e quantitativi di assimilazione dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani sono disciplinati dal presente regolamento.
Tradotto:
I rifiuti prodotti da attività artigianali piccolo-industriali (l’idraulico, l’elettricista, ecc ) o da esercenti, che per loro natura potrebbero essere ancor più facilmente recuperati, rispetto ai rifiuti domestici, perché omogenei o integri possono continuare a finire nei cassonetti stradali.
Questo è il motivo con cui si indicano i cittadini toscani e della piana come responsabili di 800 kg di rifiuti pro capite mentre i cittadini lombardi o veneti sono intorno ai 450 kg a testa.
È una colpevolizzazione implicita, finalizzata alla drammatizzazione per far interiorizzare la sensazione dell’”emergenza rifiuti”.
Si tace e non si prende minimamente in considerazione il fatto che in quelle regioni, semplicemente, i flussi dei rifiuti domestici e non domestici sono separati, raccolti in modo separato e in modo economico recuperati, mentre da noi si continua a fare il monte dei rifiuti.
È un errore ed una visione davvero preistorica!
E addirittura si norma nel regolamento!
È chiaro allora che poter continuare a dire che i quantitativi di rifiuti sono superiori a qualsiasi altra regione è funzionale a dichiarare immaginarie emergenze rifiuti e di conseguenza pretendere condivisione su presunte e gonfiate necessità impiantistiche.
• Non si ritiene il porta a porta il metodo più efficace pur avendolo sperimentato
Non si ritiene in questo Regolamento, di dover considerare il porta a porta la forma unica di raccolta pur avendolo sperimentato a lungo ed averne misurato la grande efficacia. Previsto (forse) anche dal piano interprovinciale rifiuti, qui non si ritiene di dover considerarlo la forma unica di raccolta.
Si ritiene di sperimentare invece tessere magnetiche per cassonetti indifferenziati o inutili cassonetti interrati (art6 comma 2) il cui costo di acquisto, di approntamento e della successiva gestione appare esorbitante.
Un criterio razionale vorrebbe che , visto che ancora non sono stati impiantati, togliessimo di torno spese inutili a carico della collettività, magari deviando quei soldi risparmiati allo sviluppo di politiche di prevenzione e alla generalizzazione del porta a porta.
Si continua, nel Regolamento, a presentare le eco-tappe presenti in alcune scuole e in un circolo MCL come funzionali all’incremento della RD,anche se particolarmente quelle nelle scuole, non possono assolvere ad un ruolo efficace di intercettori di rifiuti mentre appaiono più deputate ad un positivo ruolo didattico-informativo.
Allo stesso tempo non vi è traccia di “isole ecologiche itineranti” scarrabili che con calendari fissi nei vari quartieri svolgano un ruolo drenante verso categorie di rifiuti, altresì destinati all’indifferenziato i quali invece, raccolti in modo separato sono totalmente recuperabili.
5) l’unico aspetto migliorativo probabilmente sta nell’ Articolo 10: in relazione alle medie e grandi strutture di vendita dove si punta ad avere “un bilancio dei rifiuti prodotti e della loro gestione, comprensiva degli imballaggi e vuoti a rendere”, a nostro giudizio però sarebbe preferibile inserire la condizione di non assimilare più ai rifiuti urbani quelli speciali non pericolosi, in modo che la raccolta, venga fatta sempre dalla municipalizzata, ma si tengano distinte le provenienze, Questo servirebbe a capire quanto rifiuto è effettivamente prodotto e da chi, in modo anche da modulare la tariffa.
• Un problema politico
7) un problema politico rilevante, che bisognerà approfondire e che l’iter di presentazione frettoloso del documento e l’unico passaggio in commissione non lo hanno reso possibile è inerente all’Articolo 11: si dice che il soggetto affidatario della gestione dei rifiuti (Quadrifoglio o chi sarà) è tenuto a svolgere le attività nel rispetto del regolamento e degli obblighi stabiliti nel contratto di servizio (o altri documenti programmatici), ma poi si fa sempre riferimento alla Carta dei Servizi dell’affidatario.
Se la municipalizzata è un soggetto creato dai comuni, perché non si dice che fa quello che chiedono i comuni, invece di dire che i comuni si attengono alla carta dei servizi?
È un assurdo che penalizza i cittadini quando, se vogliamo ad esempio la RD porta a porta su tutto il territorio, si deve sottostare al nulla osta e al parere favorevole dell’affidatario. A nostro giudizio, occorrerebbe invece riappropriarsi delle prerogative delle autonomie locali e per esempio poter fare un bando di gara per la gestione del sistema raccolta definendo per filo e per segno quello che vogliamo, invece di affidare direttamente a Quadrifoglio il servizio e vedere chi offre il servizio migliore.
I cittadini sicuramente trarrebbero grandi vantaggi da una pratica di concorrenza che scegliesse il prodotto o il servizio migliore.
Il problema politico è che oggi i comuni non sono loro a dettare le regole, pur avendo creato municipalizzate pubbliche, ma sono le municipalizzate a fare la politica.
lo abbiamo già visto con le questioni dell’acqua pubblica.
Sulla base di queste considerazioni il voto delle liste civiche è negativo.
(il regolamento è passato con i voti della maggioranza PD IDV SEL , l’astensione di PDL UDC Gruppo Misto)

PD, IdV, SEL approvano senza alcun indugio il Piano Interprovinciale di Gestione dei Rifiuti. Avanti tutta con il duopolio “inceneritori & discariche”, la concentrazione di interessi ed affari intorno ai rifiuti non ammette fermate. Occorre rilanciare con forza le modalità di gestione alternative e basate sulla strategia Rifiuti Zero.

La giunta della Provincia di Firenze PD,IDV, SEL, ha approvato martedì 22 novembre 2011 la proposta di Piano Interprovinciale di Gestione dei Rifiuti delle Provincie di Firenze, Pistoia, Prato, (ATO Toscana centro). Il Piano Interprovinciale, per quello che è dato sapere, è formato da cinque volumi più tre allegati e dall’accordo preliminare tra le tre Provincie e appare in sostanza la sommatoria dei 3 vecchi piani precedenti.
Pur dalle prime anticipazioni si rileva che nessuna attenzione è posta alle politiche di prevenzione alla fonte, visto che per l’Ato Centro, dal milione e 10 mila tonnellate del 2010, si prevede al 2021 una proiezione di 1 milione e 57mila tonnellate : rendendo palese che l’obbiettivo è quello della stabilizzazione dell’attuale monte rifiuti e che questo è strettamente funzionale alle necessità impiantistiche che vengono interamente riconfermate.
In questa logica è normale quindi che diventino “necessari ” l’inceneritore di Case Passerini ed i potenziamenti di quello di Montale (Pistoia) e di Selvapiana, mentre in stand by si tiene quello di Greve in Chianti.
Viene completamente ribaltata la gerarchia dei criteri di priorità nella gestione dei rifiuti così come indica l’Europa e la legislazione italiana ( D.Lgs. 3 Aprile 2006 n. 152) dove al 1° punto è scritto che le amministrazioni devono fare prevenzione e solo all’ ultimo punto occuparsi dello “smaltimento”.
La logica dell’inversione delle priorità, appare allora funzionale al mantenimento economico di grandi municipalizzate e di aziende quotate in borsa che si apprestano ad una “vittoria annunciata in una gara con un unico concorrente”.
Si disegna la stabilizzazione di un sistema inefficace ed inefficiente alimentato da ingenti risorse unicamente addebitate a cittadini ed imprese, proprio nel momento in cui nel mezzo della crisi economica, mancano i soldi, si profila una recessione ed imprese e famiglie vivono gravi difficoltà.
Anche lo slittamento al 2015, dell’obiettivo di raccolta differenziata, che per legge è del 65% al 2012, certifica l’inadempienza della politica, testimoniata da un misero 43,99 al 2010 e completa un quadro di voluta inefficacia.
A poco valgono gli sforzi dei pur tanti comuni che, oltre a rientrare nei termini di legge, rappresentano veri casi di eccellenza (Montespertoli, Montelupo, aree dell’empolese, Vaiano ecc) visto che le loro esperienze non vengono prese ad esempio e generalizzate.
Mentre ribadiamo la nostra perplessità verso comportamenti a dir poco acritici e ingiustificabili di partiti che si ritengono “progressisti” ma che si dimostrano incapaci di una lettura moderna della questione rifiuti, auspichiamo la ripresa di un vasto movimento per rilanciare con forza le modalità di gestione alternative e basate sulla Strategia Rifiuti Zero.

Un’altra Sesto è possibile                                                Democratici per Sesto

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