Chiediamo agli stessi Amministratori che per tanto tempo ci hanno detto ”se non si fa l’inceneritore si finisce come a Napoli” , ora che Napoli si appresta ad un duro lavoro, ma fa sul serio, “perché non prendono esempio da Napoli?”.
Ci dovrebbero spiegare perché soluzioni innovative, più sicure per la salute delle persone e molto meno costose, valide per una città di 1.000.000 di abitanti, non possono esserlo per la nostra area metropolitana da 1.000.000 di abitanti.
Napoli…verso Rifiuti Zero
Comunicazione del Gruppo Un’altra Sesto è possibile al Consiglio Comunale dell’11 ottobre 2011:
Ciò che sta cambiando a Napoli, coinvolge anche noi.
Con la delibera di giunta siglata il 3 ottobre, Napoli aderisce ufficialmente al network di città, sui due lati dell’Atlantico, che applicano il protocollo “Rifiuti Zero”.
Presentazione delibera “RIFIUTI ZERO”
Napoli sarà la città di maggiori dimensioni in Europa a strutturarsi intorno ai principi di riduzione alla fonte degli imballaggi, riciclo, riuso e compostaggio e trattamento meccanico biologico della frazione residua.
Quindi niente inceneritori, come ha ribadito il sindaco Luigi de Magistris, né nuove discariche o ampliamento dell’invaso di Chiaiano ma un progressivo impegno nella strategia Rifiuti Zero, già applicata in centri urbani come San Francisco, Oakland, Camberra o in regioni come la Nuova Scozia in Canada o in Galles, ma anche in Italia a Capannori, nel lucchese, e a La Spezia.
Una proiezione in avanti inimmaginabile, coraggiosa e orgogliosa da parte di una città che, a causa dei malgoverni precedenti ( poco importa se si dichiaravano di destra o di sinistra), per cambiare radicalmente, è costretta in questi giorni, a far partire navi con i rifiuti verso l’Olanda in modo da poter alleggerire gli impianti oggetto di riconversione.
Su un totale di 1.000.000 di abitanti, il porta a porta raggiungerà a dicembre 2011, 325.000 abitanti ed il prossimo passo è di raggiungerne ben 600.000 entro il 2012, con l’impegno di estendere la raccolta porta a porta a tutta la città.
Sono in corso di attuazione,inoltre, programmi nel campo della prevenzione e nella riduzione della produzione dei rifiuti.
Sono state istituite, per andare incontro ai cittadini e incrementare la raccolta differenziata, e ovviamente ridurre la quantità di indifferenziato, sono state istituite “isole ecologiche mobili” che girano in 14 siti dislocati nell’area cittadina.
Questa linea, unita alla volontà di investire in impianti finalizzati al massimo recupero di materia, ha portato alla ferma volontà di bloccare la realizzazione dell’inceneritore previsto a Napoli Est.
Ed il primo passo nella direzione del massimo recupero è stata la stipula del protocollo d’intesa Comune – Centro Riciclo Vedelago, col quale si dà avvio allo studio per la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico a freddo, da collocare sul territorio di Napoli, e per favorire l’utilizzo delle materie di seconda vita.
Fondamentale è l’attivazione dei cittadini nel raggiungimento dello scopo prefissato ed i risultati sono incoraggianti.
A Napoli, penso ne siamo tutti coscienti, si sta giocando una partita molto importante, ambiziosa e risolutiva . E non solo per Napoli.
Veniamo a noi.
Invitiamo gli amici del Partito Democratico a rendersi conto che il piano provinciale dei rifiuti, che tra poco diventerà interprovinciale, che prevede a Sesto la dislocazione di un inceneritore di rifiuti da 138.000 tonn/anno, è profondamente fuori dal tempo.
Abbiamo assistito, avete assistito, ad Amministratori e dirigenti di partito che, per spingere quella soluzione, erano ricorsi a frasi ad effetto “se non si fa il termovalorizzatore si finisce come a Napoli” utilizzando un populismo facilone e un po’ becero che contava molto su una presunta ignoranza degli ascoltatori e sul fatto che le alternative si volevano descrivere come inesistenti o impraticabili.
Abbiamo sentito pontificare da questi Amministratori frasi come “non si può fare la raccolta porta a porta in grandi città come Firenze” anche se è una pratica quotidiana in tante grandi metropoli, e ora, ognuno di noi può seguire il programma dell’estensione del porta a porta anche nella città italiana simbolo in negativo (fino a poco tempo fa) dei rifiuti, Napoli.
Ci sembrano, cari amici del Partito Democratico, stimoli di riflessione importanti.
Qualcuno ci dovrebbe spiegare, a noi, ma anche a voi, perché quello che è valido per una città di 1.000.000 di abitanti, non è valido per un’area metropolitana di 1.000.000 di abitanti.
Ma adesso, siamo noi a chiedere a quegli Amministratori e dirigenti, “perché non fate come a Napoli?” e ci riferiamo al porta a porta generalizzato, a flessibili impianti a freddo che si adattano alla quantità di raccolta differenziata al posto di rigidi inceneritori e discariche, alla tariffa a punti premiante chi è bravo nel fare la raccolta differenziata.
Non sarà mica questo il punto, che cioè non si vuole far crescere la raccolta differenziata perché altrimenti verrebbe a mancare il combustibile?
O perché l’ordine di scuderia dato, è “procedere”.
Chiediamo a tutti i Consiglieri del Partito Democratico, di Sinistra Ecologia e Libertà e dell’Italia dei Valori una riflessione critica e appassionata sulle cose che gli Amministratori di Napoli, pur partendo da una condizione molto disastrata stanno attuando con tenacia, e su quanto invece viene disegnato dalle nostre parti, sulle nostre teste, perché la nostra gente non è ignorante ed auspica il nuovo.
Vogliamo aver fiducia che non rimarrete inerti lasciando che le cose seguano il corso disegnato da altri, in altri momenti.
Fabrizio Vettori
Se come promesso da De Magistris e la sua giunta, Napoli ce la farà a vincere la battaglia sui rifiuti, applicando la raccolta differenziataed il trattamento a freddo, a maggior ragione nella nostra Regione non potranno esserci più scuse, per i nostri Amministratori, di paventare lo spauracchio dell’emergenza rifiuti di Napoli per ostinarsi a sostenere l’esigenza di costruire nuovi inceneritori.




Torna alla Home
Contatti

















Premessa






"Federconsumatori"













