Consiglio comunale 1 febbraio 2011 presentazione mozione per chiedere la “Restituzione dell’adeguamento del deposito cauzionale indebitamente richiesto agli utenti da Publiacqua”

Un inciso su questa mozione unitaria delle Liste Civiche di Sesto:  questa mozione è stata elaborata in stretta collaborazione con ambienti a livello provinciale  legati al forum dell’acqua, i quali seguono le questioni dei Referendum contro la Privatizzazione ed insieme, coordinano operazioni di contrasto nei confronti delle storture che si osservano dalla,“di fatto”, già avvenuta privatizzazione dell’acqua pubblica in Toscana.

Una stortura evidente la vediamo nella vicenda che stiamo presentando, dove, pur in presenza di un 60% dell’azionariato in mani pubbliche, il rimanente 40% in mani private, essendo un nocciolo duro e consistente (in sostanza legato a grandi gruppi multinazionali) è in grado di dirigere dove vuole, l’intera società per azioni.

Ma l’elemento politico, forse più nuovo e interessante, che si può cogliere dalla genesi di questa mozione e dalla modalità  di diffusione e di azione sul territorio, ci pare che sia il fatto che per la prima volta in un’area vasta, in tutti i comuni serviti da Publiacqua, lo stesso documento, la stessa mozione, sarà presentata ovunque ci siano liste civiche a carattere progressista.

Saranno molte, in ambito interprovinciale Firenze-Prato-Pistoia, le realtà che chiederanno l’approvazione di questi contenuti,dai rispettivi Consigli Comunali. Si tratta quindi di una vera e propria prova di mobilitazione collettiva e istituzionale intorno ad un motivo unificante da parte di un soggetto politico in parte composito ma che comincia ad avere consapevolezza della necessità di un percorso comune. Dove non sarà possibile presentare la mozione, verrà comunque inviata al Sindaco del Comune interessato, una lettera con un analogo contenuto.

Venendo a noi, oggi con ogni probabilità facciamo da capofila di questa campagna, siamo  orgogliosi da questo punto di vista, ma ci interessa soprattutto che Sesto ed il suo Consiglio Comunale facciano fare una bella figura a Sesto, ci auguriamo quindi che il nostro intento, ma anche quello di tutto un grande movimento che è alle nostre spalle, venga capito, recepito e ne riceva consenso ampio.

Con questa mozione chiediamo la restituzione dell’adeguamento del deposito cauzionale indebitamente richiesto agli utenti da Publiacqua.

Per una famiglia con consumi medi dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione (ovvero intorno ai 120 m3/anno) il nuovo deposito è di circa 100 euro (e non 45 come  a volte ha dichiarato Publiacqua) al quale deve essere dedotto l’originario deposito.  Si stima che l’aumento in valore assoluto sia intorno agli 80 euro.

La giustificazione di Publiacqua  a questo consistente aumento è la necessità di tutelarsi dai mancati pagamenti di una parte degli utenti (che penalizzerebbero l’operatività del gestore stesso) e come una forma di tutela degli utenti nel loro complesso, sui quali non andrebbero, così a ricadere i mancati incassi, in quanto verrebbero “prelevati” dalla caparra versata dagli utenti inadempienti (morosi).

È una giustificazione arbitraria e che appare vistosamente pretestuosa, in quanto sembra più una operazione finalizzata “a fare cassa” che  tra l’altro si inserisce in una situazione economicamente difficile per le famiglie, e in modo particolarmente grave per quelle a basso reddito o in difficoltà.

Del resto, su quelle stesse famiglie, si erano scaricati già tutta una serie di aumenti delle tariffe come si denota dalla tabella che abbiamo allegato nella mozione, tratta dai dati pubblicati dall’Autorità d’Ambito, che indica come negli ultimi 4 anni si sia sempre più ristretta la fascia sociale dei consumi, a fronte di un aumento del costo dei metri cubi passati da 0,90 € del 2007 a 1,21 del 2010 con un aumento del 30%.

Anno di riferimento Limite fascia sociale Costo al mc (€)
2007 mc 100 0.90
2008 mc 80 1.00
2009 mc 60 1.13
2010 mc 60 1.21

Quanto poi ad alcune dichiarazioni di Publiacqua in merito alla possibilità di ottenere la restituzione dell’adeguamento del deposito cauzionale a seguito della domiciliazione della bolletta, queste appaiono discriminatorie per gli utenti. Lo sa anche Publiacqua che la cosa è del tutto inattuabile per gli edifici in condominio e per la massa di utenti singoli rappresentata da famiglie a basso reddito e/o pensionati che spesso non hanno neppure un conto corrente bancario o postale.

Siamo perplessi se non indignati da comportamenti di questo tipo, da parte di un ente che si dice “pubblico” o che alcuni considerano “pubblico”, comportamenti che  creano cittadini di serie A e cittadini di serie B .

Ma si va oltre la perplessità e l’indignazione quando, come da notizie apparse sulla stampa, a seguito dell’intimazione di ATO3 ad applicare le nuove regole solo a chi stipula un nuovo contratto e conseguentemente alla restituzione delle somme indebitamente già prelevate agli utenti di vecchia data, Publiacqua dichiara che non ha intenzione di recedere dal suo comportamento irrispettoso dell’ATO3 e degli utenti, e adduce come motivazione che non è sufficiente un Ordine del Giorno dal potere politico, ma è necessario un atto formale di cambio di regolamento.

Qui c’è un grave problema politico-istituzionale: è all’ATO, cioè all’organo politico che spettano i compiti di pianificazione e controllo del servizio idrico e di conseguenza l’individuazione delle modalità di prelievo e la tariffa da applicare agli utenti, la legge dice questo.

Bisognerà sviscerare com’è che la controllata,“gestore” di un servizio pubblico, affidatole, vuole fare come le pare.

E com’’è che si può permettere di non riconoscere il potere controllante.

Non è solo una questione istituzionale, c’è di più, ci sono in ballo interessi collettivi ed interessi privati, ci sono in ballo i cosiddetti beni comuni.

Per ora è la dimostrazione di un cattivo esempio di privatizzazione di beni che avrebbero dovuto essere solo pubblici.

E allora, per togliere discorsi alla Publiacqua e per difendere i cittadini dagli abusi, visto che per il 17 febbraio è prevista una assemblea dell’ ATO3 chiediamo un voto unitario, che impegni il Sindaco e la Giunta a richiedere che in quella assemblea ci sia un odg per l’attuazione della modifica del Regolamento del Servizio Idrico integrato per quanto riguarda il deposito cauzionale.

Chiediamo di conseguenza, che ci si adoperi, nell’ ATO3 per adottare i provvedimenti necessari per addivenire alla restituzione di quanto già incassato indebitamente da Publiacqua e, elemento di principio,  che sia ribadito ed esercitato il pieno controllo politico e amministrativo da parte dei Sindaci dell’ATO3 nei confronti della controllata Publiacqua

Infine, non vedremmo male che una volta approvato, il testo della presente mozione fosse inviato a tutti i Sindaci i cui Comuni sono rappresentati nell’ATO3, sarebbe un segnale interessante che ribadirebbe le posizioni sopra dette,e che sarebbe visto di stimolo per le altre Amministrazioni.

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